Dolore
Prima di parlare del dolore cronico, o persistente, facendoci aiutare dall’Associazione internazionale per lo studio del dolore (IASP) cerchiamo di capire cos’è il dolore. La IASP definisce il dolore, nella definizione aggiornata del 2020, come “un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata, o che sembra associata, ad un danno tissutale potenziale o in atto”. (1, 2)
La definizione continua con delle specificazioni che ci aiutano a far chiarezza attorno a questa esperienza della nostra vita:
- “il dolore è sempre un’esperienza personale che è influenzata in varia misura da fattori biologici, psicologici e sociali”
- “il dolore non sempre equivale a un danno del corpo”
- “attraverso le esperienze della vita, le persone imparano il concetto di dolore” […]
- “Nonostante il dolore spesso ricopra un ruolo adattivo, può avere degli effetti avversi sulla funzione e sul benessere psico-sociale” […]
Il dolore cronico non è solo il persistere di un dolore acuto
Il dolore acuto per il corpo umano ricopre un ruolo fondamentale: costituisce una sorta di “allarme” verso una potenziale minaccia che ci consente di adattarsi all’ambiente attuando delle misure di difesa.
Di fatto, quando una minaccia sta insidiando l’organismo, lo stimolo nocivo risultante eccita i nocicettori (i recettori deputati al percepire stimoli estremi di temperatura, pressione e danno) i quali porteranno le informazioni raccolte al nostro sistema nervoso. (3) Quest’ultimo elaborerà le informazioni raccolte dalla periferia sulla base anche delle esperienze passate, del vissuto, dello stato e delle emozioni di quel momento costituendo così l’esperienza dolorosa. L’attivazione del sistema nervoso centrale porta con sé anche l’attuazione di una serie di contromisure motorie, immunitarie ed endocrine volte all’autoconservazione dell’organismo e all’adattamento dello stesso all’ambiente esterno. (4)
Il dolore però può persistere o per l’impossibilità di gestire la condizione (come ad esempio per una malattia o uno stato infiammatorio persistente) o anche una volta che la minaccia o il danno sono stati risolti, perdendo così il ruolo di protezione iniziale.
La distinzione tra dolore acuto e persistente è fondata principalmente sull’aspetto temporale: il perdurare di un dolore oltre i tre mesi fa sì che venga etichettato come “dolore persistente”. Questa classificazione però non ci fornisce nessuna informazione sulla natura e quindi sulla gestione del dolore stesso. (5)
L’OMS e gli enti di sorveglianza sanitaria europei ed italiani, dati i numeri (il 20-25% della popolazione mondiale ne è colpito) di questo fenomeno e il suo impatto sociale e psico-sociale, hanno riconosciuto il dolore persistente come una vera e propria patologia. (6, 7, 8, 9)
Ma quindi cosa fare in caso di dolore cronico?
Ma se la relazione tra danno e dolore non è sempre così solida e stringente, quale deve essere quindi l’obiettivo da colpire? L’esperienza dolorosa, e non solo il dolore in sé.
Il senso e il significato che diamo al dolore, il senso di minaccia che gli attribuiamo, le aspettative e tutti quei connotati emotivi che tanto impattano sulla qualità della vita, in altre parole la nostra elaborazione del sintomo “dolore”.
Per comprendere in che modo farlo è stato chiesto ai pazienti con dolore persistente cosa significa vivere con il dolore e da cosa potrebbe essere costituito il percorso di “guarigione”. (10) Il risultato è stato che la validazione dell’esperienza attraverso l’ascolto, il dare un senso anche neurofisiologico al dolore (11), esplorare nuove possibilità per il futuro e facilitare la riconnessione con il mondo sociale possono fare la differenza nel viaggio verso il recupero. (10)
A guidarci nel nostro approccio al trattamento della persona con dolore cronico (link al servizio di trattamento del dolore cronico) ci aiutano alcuni studi.
Uno di questi è quello di Jeremy Lewis e Peter O’Sullivan del 2018 (12) in cui gli autori consigliano di avvalersi di una parte educativa, una componente di esercizio fisico ed esposizione graduale e il cambio dello stile di vita (i.e. dall’igiene del sonno alla gestione del dolore). I trattamenti manuali e quelli passivi dovrebbero invece costituire solo un’aggiunta. (12, 13)
Difatti, di pari passo con la definizione di dolore, la letteratura scientifica recentemente prodotta sul tema incoraggia ad un uso coscienzioso ed equilibrato dei trattamenti passivi (i.e. terapia manuale) e attivi (i.e. esercizio terapeutico) con il fine di impattare sulla sfera psicologia e sociale del disturbo, e non solo quella biologica (come si è sempre fatto). (14)
È della stessa linea di pensiero la European Pain Federation (EFIC), la quale nel marzo 2024 ha pubblicato un position paper in cui sostiene con forza che l’attività fisica dovrebbe costituire l’approccio primario al dolore cronico poiché ha pochi svantaggi (basso rischio di effetti collaterali, basso costo) e riduce i rischi per la salute migliorando la qualità della cura e della vita. (15)
Tutto questo può essere riassunto nel concetto di trattamento bio-psico-sociale, cioè il riconoscere e impattare su ogni dimensione del funzionamento umano. Questo approccio richiede una multidisciplinarietà del trattamento coinvolgendo diverse modalità e diverse figure per poter gestire i diversi sintomi che influiscono sulla quotidianità della persona. (16)
Non è più sufficiente trattare la sola causa fisica che sottende l’esperienza dolorosa! Noi di FISIOmetric per questo cerchiamo di accompagnare il paziente costruendo assieme un percorso personalizzato all’interno del suo viaggio di recupero nel trattamento del dolore cronico.
Bibliografia
- https://www.iasp-pain.org/resources/terminology/#pain
- Raja SN, Carr DB, Cohen M, Finnerup NB, Flor H, Gibson S, Keefe FJ, Mogil JS, Ringkamp M, Sluka KA, Song XJ, Stevens B, Sullivan MD, Tutelman PR, Ushida T, Vader K. The revised International Association for the Study of Pain definition of pain: concepts, challenges, and compromises. Pain. 2020 Sep 1;161(9):1976-1982. doi: 10.1097/j.pain.0000000000001939. PMID: 32694387; PMCID: PMC7680716.
- Adrienne E Dubin Ardem Patapoutian Nociceptors: the sensors of the pain pathway. J Clin Invest. 2010 Nov;120(11):3760-72. doi: 10.1172/JCI42843. Epub 2010 Nov 1.
- Sorkin LS, Wallace MS. Acute pain mechanisms. Surg Clin North Am. 1999 Apr;79(2):213-29. doi: 10.1016/s0039-6109(05)70380-7. PMID: 10352652.
- Treede RD, Rief W, Barke A, Aziz Q, Bennett MI, Benoliel R, Cohen M, Evers S, Finnerup NB, First MB, Giamberardino MA, Kaasa S, Kosek E, Lavand’homme P, Nicholas M, Perrot S, Scholz J, Schug S, Smith BH, Svensson P, Vlaeyen JWS, Wang SJ. A classification of chronic pain for ICD-11. Pain. 2015 Jun;156(6):1003-1007. doi: 10.1097/j.pain.0000000000000160. PMID: 25844555; PMCID: PMC4450869.
- https://www.iss.it/-/in-italia-oltre-10-milioni-di-adulti-soffrono-di-dolore-cronico-in-prevalenza-donne
- Virgilia Toccaceli, Nadia Franci, Isabella Cascavilla, Michael Tenti Dolore cronico in Italia e suoi correlati psicosociali dalla “Indagine europea sulla salute” (European Health Interview Survey) 2019
- Goldberg DS, McGee SJ. Pain as a global public health priority. BMC Public Health. 2011 Oct 6;11:770. doi: 10.1186/1471-2458-11-770. PMID: 21978149; PMCID: PMC3201926.
- Raffaeli W, Arnaudo E. Pain as a disease: an overview. J Pain Res. 2017 Aug 21;10:2003-2008. doi: 10.2147/JPR.S138864. PMID: 28860855; PMCID: PMC5573040.
- Toye F, Belton J, Hannink E, Seers K, Barker K. A Healing Journey with Chronic Pain: A Meta-Ethnography Synthesizing 195 Qualitative Studies. Pain Med. 2021 Jun 4;22(6):1333-1344. doi: 10.1093/pm/pnaa373. PMID: 33751119.
- Mittinty MM, Vanlint S, Stocks N, Mittinty MN, Moseley GL. Exploring effect of pain education on chronic pain patients’ expectation of recovery and pain intensity. Scand J Pain. 2018 Apr 25;18(2):211-219. doi: 10.1515/sjpain-2018-0023. PMID: 29794302.
- Lewis J, O’Sullivan P. Is it time to reframe how we care for people with non-traumatic musculoskeletal pain? Br J Sports Med. 2018 Dec;52(24):1543-1544. doi: 10.1136/bjsports-2018-099198. Epub 2018 Jun 25. PMID: 29941618.
- O’Sullivan P, Caneiro JP, O’Keeffe M, O’Sullivan K. Unraveling the Complexity of Low Back Pain. J Orthop Sports Phys Ther. 2016 Nov;46(11):932-937. doi: 10.2519/jospt.2016.0609. PMID: 27802794.
- Lluch Girbés E, Meeus M, Baert I, Nijs J. Balancing “hands-on” with “hands-off” physical therapy interventions for the treatment of central sensitization pain in osteoarthritis. Man Ther. 2015 Apr;20(2):349-52. doi: 10.1016/j.math.2014.07.017. Epub 2014 Aug 14. PMID: 25169787.
- Vaegter HB, Kinnunen M, Verbrugghe J, Cunningham C, Meeus M, Armijo-Olivo S, Bandholm T, Fullen BM, Wittink H, Morlion B, Reneman MF. Physical activity should be the primary intervention for individuals living with chronic pain A position paper from the European Pain Federation (EFIC) ‘On the Move’ Task Force. Eur J Pain. 2024 May 4. doi: 10.1002/ejp.2278. Epub ahead of print. PMID: 38703009.
- Nishie H, Tetsunaga T, Kanzaki H, Oda K, Inoue S, Ryuo Y, Ota H, Miyawaki T, Arakawa K, Tetsunaga T, Kitamura Y, Sendo T, Morimatsu H, Ozaki T, Nishida K. A Multidisciplinary Approach to the Management of Chronic Pain through a Self-managed Behavioral Exercise Program : A Pilot Study in Japan. Acta Med Okayama. 2018 Aug;72(4):343-350. doi: 10.18926/AMO/56169. PMID: 30140081.
Foto di Joice Kelly su Unsplash
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