Nell’ultimo decennio i progressi scientifici nello screening e nella diagnosi delle malattie oncologiche ne hanno facilitato la diagnosi tempestiva, aumentando così le possibilità di interventi precoci (1). Questi insieme ai progressi nelle terapie hanno portato a esiti terapeutici più favorevoli e ad un aumento dell’aspettativa di vita (2). Le strategie di trattamento comunemente utilizzate per il trattamento delle malattie oncologiche, note anche come trattamenti di prima linea o primari (3), includono chemioterapia, chirurgia e radioterapia (4). Insieme a nuove opzioni come le terapie ormonali, immunitarie e mirate, questi approcci possono produrre diversi esiti positivi (4). Sebbene questi siano interventi aggressivi utilizzati per distruggere o rimuovere cellule in rapida crescita, il loro uso è spesso accompagnato da effetti spiacevoli tra i quali troviamo dolore, affaticamento e disturbi psicologici (3). Questi possono influenzare negativamente la capacità delle persone di svolgere le normali attività, rischiando di portare ad una diminuzione della qualità vita (5).
Esercizio fisico per ridurre gli effetti negativi e migliorare la qualità di vita
La letteratura è ormai concorde nell’includere l’esercizio fisico nella riabilitazione oncologica, tra gli interventi che fanno parte della gestione complessiva della malattia oncologica (6).
Quando parliamo di esercizio in oncologia lo intendiamo con le parole del Centers for Disease Control and Prevention che lo definisce come
“un’attività fisica pianificata, strutturata, ripetitiva e con uno scopo, somministrata per migliorare o mantenere uno o più componenti della forma fisica”.
L’esercizio porta con sé numerosi vantaggi che vanno al di là del “sentirsi in forma”: ha il vantaggio di essere economico, può influire positivamente sui sintomi acuti, cronici e tardivi della malattia oncologica e dei trattamenti per affrontarla essendo in questo modo fortemente collegato con l’aumento dell’aspettativa di vita (6). E’ quindi in grado di alleviare sia il carico della malattia che quello associato al trattamento.
Prove convincenti dimostrano che l’esercizio è ben tollerato in diverse popolazioni di persone che convivono con un tumore o stanno seguendo un percorso terapeutico:
- prima dell’inizio del trattamento può semplificare l’accesso alla chirurgia migliorando la tolleranza all’intervento chirurgico e riducendone gli effetti negativi, come perdita di forza e ridotta resistenza agli sforzi (7);
- post-trattamento, può migliorare gli esiti del trattamento stesso avendo effetti diretti sulla tumorigenesi, per mezzo di una riduzione dello stress ossidativo e dell’infiammazione sistemica (7)
L’esercizio risulta quindi applicabile in qualsiasi fase del trattamento, accompagnando e aiutando la persona ad affrontare l’intero percorso di malattia con diversi obiettivi e modalità in funzione delle esigenze personali (7).
L’importanza della fisioterapia oncologica e di uno stile di vita sano
La fisioterapia interviene in modo fondamentale nel supportare la persona. Si occupa di garantire che l’esercizio fisico sia correttamente dosato, favorendo strategie che ne permettano l’inserimento all’interno della routine settimanale e permettendo di definire delle priorità basate sulle esigenze della singola persona. In aggiunta alla definizione di un programma di esercizio, il dialogo con il fisioterapista può fornire le conoscenze che permettano di adottare uno stile di vita in grado di favorire una più lunga aspettativa di vita (6).
Infatti, fattori legati allo stile di vita, inclusi inattività fisica, accumulo di grasso corporeo in eccesso, dieta non salutare, fumo di sigaretta e alcol, giocano anch’essi un ruolo nello sviluppo delle malattie oncologiche (8).
Al contrario l’esercizio può aiutare a migliorare la funzione fisica, proteggere dalla tossicità cardiaca indotta dal trattamento, migliorare la massa e la forza muscolare, diminuire l’affaticamento e ridurre l’insorgenza o la gravità di disturbi psicologici come ansia e depressione, migliorando così la qualità della vita correlata alla salute delle persone che vivono un tumore. Questo conduce non solo ad una riduzione del carico complessivo di malattia e del rischio di recidiva, ma anche ad un’effettiva riduzione della mortalità.
È per questo che un programma di esercizi “cucito su misura”, favorirà non solo il raggiungimento di obiettivi condivisi, ma anche la costanza nella pratica dell’attività fisica (7).
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Note
- Schiffman JD, Fisher PG, Gibbs P. Early detection of cancer: past, present, and future. Am Soc Clin Oncol Educ Book. 2015:57-65
- Shapiro CL. Cancer Survivorship. N Engl J Med. 2018 Dec 20;379(25):2438-2450
- National Cancer Institute (https://www.cancer.gov/, 25 giugno 2024)
- Nuhu, J.M., Barnes, R. & Van der Merwe, A., 2022, ‘Exercise interventions used along the continuum of cancer care: A scoping review protocol’, South African Journal of Physiotherapy 78(1), a1819.
- Wang Q, Zhou W. Roles and molecular mechanisms of physical exercise in cancer prevention and treatment. J Sport Health Sci. 2021 Mar;10(2):201-210.
- Stefani, L; Galanti, G, Klika, R. Clinical Implementation of Exercise Guidelines for Cancer Patients: Adaptation of ACSM’s Guidelines to the Italian Model. J. Funct. Morphol. Kinesiol. 2017, 2, 4.
- Hayes SC, Newton RU, Spence RR, Galvão DA. The Exercise and Sports Science Australia position statement: Exercise medicine in cancer management. J Sci Med Sport. 2019 Nov;22(11):1175-1199.
- Organizzazione Mondiale della Sanità, 2018
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