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Mal di schiena: pensi di sapere di che si tratta?

Dal punto di vista medico si parla di lombalgia o mal di schiena (in inglese low back pain) quando si percepisce un dolore in un’area compresa tra il margine inferiore dell’arcata costale e le pieghe glutee inferiori, comunemente associato a dolore ad una o entrambe le gambe (1). Hartvigsen nel suo articolo del 2018 sottolinea che l’espressione “mal di schiena” è la descrizione di un sintomo e non una malattia/patologia, e proprio per questo può derivare da diverse cause individuabili e diagnosticabili chiaramente o meno (1).

In questo articolo vogliamo però soffermarci non tanto sull’anatomia e come sia fatta la nostra colonna, piuttosto sul provare a capire assieme cos’è, ma soprattutto cosa non è il mal di schiena, inoltre vedremo cosa fare e cosa cercare di evitare quando ne siamo affetti (non vogliamo diventi cronico/persistente).

Quanti siamo?

Il mal di schiena è in assoluto il problema muscolo-scheletrico più frequente

Solo nel 2020 ha coinvolto circa 619 milioni di persone nel mondo e si stima che nel 2050 il numero possa crescere fino a 843 milioni (2). Inoltre, costituisce la condizione che provoca più anni vissuti con disabilità (2) e una delle principali cause di assenza dal lavoro, impennando così l’impatto economico e la spesa della sanità pubblica.

In aggiunta, tra il 49 e il 90% delle persone dei paesi sviluppati faranno esperienza almeno una volta nella vita di un episodio di mal di schiena (stiamo parlando di una stima compresa tra 1 persona su due e 9 persone su 10) (3).

Classificazione, facciamo un po’ di ordine

Il mal di schiena, come molte altre condizioni, viene ancora classificato secondo una suddivisione temporale (4), ovvero distinguiamo:

 

    • Mal di schiena acuto = durata inferiore a 6 settimane

    • Mal di schiena subacuto =  durata compresa tra le 6 e le 12 settimane

    • Mal di schiena cronico o persistente = durata superiore a 12 settimane (3 mesi)

    • Mal di schiena ricorrente = caratterizzato da ricorrenze di breve durata

Gran parte dei mal di schiena sono acuta o sub-acuti, infatti solo il 5-10% tende a persistere (2-7% secondo altre stime) (3, 5). Un aspetto su cui dobbiamo lavorare, alla luce delle stime per i prossimi 30 anni (2), è proprio cercare di contenere il tasso di cronicizzazione/persistenza.

La classificazione che abbiamo appena visto però, descrive solo lo stato di fatto senza essere per nulla informativa e utile per quanto riguarda la prognosi e la gestione di questo disturbo. Per questo è sorta la necessità di introdurre una classificazione che potesse invece aiutare sia i clinici sia i pazienti a fare chiarezza. E’ stato distinto quindi il mal di schiena (6, 7):

 

    • specifico

    • aspecifico

    • sostenuto da patologie specifiche e serie, non di competenza fisioterapica

Cominciando dall’ultimo punto, in questa categoria rientrano una serie di condizioni patologiche che si possono presentare con i classici sintomi di un mal di schiena (spesso però accompagnati da altri segni e sintomi) che però sono di competenza medica. Fortunatamente questa categoria complessivamente costituisce solo l’1% dei mal di schiena acuti (6).

Il mal di schiena specifico, che costituisce il 5-10% del totale,comprende tutto quell’insieme di sintomi attribuibili ad una struttura (quelle che in gergo vengono definite sindromi radicolari) (6).

Per ultimo, ma non per importanza, il mal di schiena aspecifico. Sotto questa voce rientrano il 85-90% dei mal di schiena acuti! Ovvero la quasi totalità di essi.

Cosa significa mal di schiena aspecifico? Significa semplicemente che non è chiaramente identificabile una causa singola e precisa che sia direttamente collegata con il sintomo; in altre parole non siamo in grado di distinguere quale tessuto è “irritato” tanto da determinare il dolore (legamento, disco, articolazione, …) (6). Questa diagnosi per esclusione delle prime due, non è una magra consolazione perché sappiamo in questo modo che non c’è nulla di grave o pericoloso che sta sostenendo il dolore lombare.

Ci teniamo però a sottolineare che questo processo decisionale e diagnostico si fa affidandosi al tuo medico di medicina generale in concerto con il tuo fisioterapista di fiducia! (6)

… e l’imaging?

Con il termine imaging, o imaging diagnostico, si intende l’insieme di tutte quelle tecniche di radiologia diagnostica che ci permettono di vedere e studiare gli organi e le strutture del nostro corpo umano, in altre parole ci riferiamo alla radiografia, alla risonanza magnetica, alla TC, all’ecografia, etc.

Molto spesso quando si presenta un dolore lombare si ha fretta di sottoporsi ad una delle tecniche sopra citate, tuttavia come visto le condizioni che necessitano di approfondimenti diagnostici sono la minoranza (complessivamente costituiscono il 10/15% del totale). Considerato che le tecniche di imaging hanno delle controindicazioni e ci permettono di approfondire solo se conosciamo cosa stiamo cercando, è consigliato farne un uso coscienzioso: vediamo cosa ci dicono gli studi in merito.

Le linee guida australiane suggeriscono che l’utilizzo della diagnostica per immagini nel mal di schiena aspecifico non è appropriato, anzi sarebbe necessario un piano di educazione di comunità al fine di allineare le aspettative dei pazienti e dei clinici in merito (8, 9). L’uso risulta quindi sconsigliato e va scoraggiato a meno che non vi sia il sospetto di patologie specifiche gravi o un peggioramento rapido del quadro neurologico poiché i risultati dell’imaging non correlano con i sintomi presenti (9, 10). Gli esperti internazionali si esprimono in modo così rigido e ferreo perché l’uso sconsiderato espone le persone a rischi e paure evitabili (11), aumentando notevolmente il costo della sanità e allungando le liste di attesa.

Però, se oggi alla risonanza magnetica trovano qualcosa vorrà dire che sono condannato a soffrire di mal di schiena? Nulla di più sbagliato! Uno studio longitudinale del 2017 ha esaminato delle persone affette da mal di schiena in un intervallo di tempo di 10 anni e si è visto che l’andamento dei sintomi non è predittivo per la presenza di condizioni gravi rilevabili all’imaging, inoltre nè i risultati di imaging iniziali né la loro progressione sono associati con l’evoluzione del mal di schiena (12). In breve, l’imaging è una foto di questo momento e non è in grado di predire il futuro.

(P.S. sui nostri canali social trovate qualche contenuto su quest’ultimo argomento)

Cosa fare per il mal di schiena aspecifico

Nella maggior parte dei casi non vi è una condizione grave o precisa alla base del dolore lombare

Ora che sappiamo cos’è e cosa non è il mal di schiena e che la diagnostica per immagini ci può essere utile se usata coscienziosamente, vediamo come possiamo intervenire. 

Ci occupiamo ora a grandi linee di cosa possiamo fare per gestire il mal di schiena aspecifico (la maggior parte dei mal di schiena acuti, per le altre due categorie affidati a mani esperte).

Partiamo da una certezza, la prognosi per il mal di schiena acuto aspecifico è positiva in meno tempo di quanto si pensi: de Campos nel 2023 ha osservato in uno studio preliminare che il 70% circa del campione oggetto di studio ha recuperato dai sintomi in 1 settimana (13). Tuttavia, questo non significa che dobbiamo attendere inermi la risoluzione, poiché non siamo solo una macchina che va riparata, dobbiamo cercare di rendere il percorso di recupero il migliore possibile e il più tollerabile possibile facilitandone la guarigione.

Noi di FISIOmetric possiamo aiutarti lavorando in collaborazione con il tuo medico di medicina generale per inquadrare il tuo mal di schiena e identificare il percorso più corretto verso il recupero.

Partendo dalle linee guida internazionali (9) sappiamo che l’educazione e l’informazione su prognosi e piano di trattamento accompagnato da un graduale rientro all’attività quotidiane attraverso l’esercizio e l’attività fisica sono le strategia da preferire. Tuttavia, Zhou e colleghi nel loro articolo del 2024 (14) hanno revisionato le indicazioni di diverse linee guida giungendo ad una conclusione alquanto disarmante: per il mal di schiena acuto le linee guida consigliano (su indicazione medica) l’uso di analgesici, l’esercizio fisico, mantenersi attivi e la terapia manuale, ma vi è una larga eterogeneità, vaghezza e genericità nelle indicazioni fornite.

Probabilmente la risposta a questa incertezza sta nell’esperienza di cura, ovvero nel bisogno del paziente di essere ascoltato e accudito, nelle sue aspettative, nel rispetto dei suoi obiettivi e necessità di rassicurazione: facendone una parafrasi il paziente deve essere parte attiva del percorso di cura, dalla presa delle decisioni e nella definizione degli obiettivi fino all’attuazione del trattamento stesso (15, 16, 17).

In conclusione, compreso che nel mal di schiena aspecifico non ci sono delle cause gravi e chiare che giustifichino il presentarsi e il perdurare del dolore, la strada da intraprendere è quella delle linee guida ovvero utilizzare gli strumenti giusti (esercizio personalizzato, apprendere delle strategie di autogestione, mantenere un buon livello di attività fisica cambiando lo stile di vita e, su consiglio medico, se necessario, intervenire con la terapia farmacologica adeguata) in un contesto di alleanza terapeutica e condivisione del piano terapeutico sulla base dell’expertise del terapista e delle preferenze e dei bisogni del paziente per incentivare la centralità del paziente stesso (4, 18).

Da FISIOmetric potrai trovare uno spazio di ascolto e costruzione del tuo percorso riabilitativo partendo dalle tue esigenze e preferenze; sarà nostra premura valutare caso per caso il percorso da costruire assieme!

Prima di lasciarci, concludiamo con due spunti per approfondire e un breve riassunto finale:

 

    • Quest’anno (2024) il tema della giornata mondiale della fisioterapia era proprio il mal di schiena, QUI potrai trovare delle infografiche in italiano proprio su questo argomento.

MESSAGGI “TAKE-AWAY”:

 

    • Il mal di schiena è un insieme di sintomi che colpisce frequentemente la popolazione mondiale

    • Ci sono diversi tipi di mal di schiena e di pari passo non tutti necessitano di approfondimenti diagnostici e trattamenti invasivi (il medico di medicina generale e/o il tuo fisioterapista di fiducia possono aiutarti in questo)

    • il mal di schiena aspecifico ha una prognosi positiva, l’obiettivo del trattamento condiviso deve essere facilitare il recupero contenendo l’intensità del sintomo e la riduzione della qualità di vita

Se hai una storia di mal di schiena, o semplicemente ci vuoi chiedere qualche informazione in più, contattaci! Ci fa molto piacere confrontarci!

Ci trovi sui nostri canali Instagram e Facebook o di persona in via Pordenone 58 a Udine!

Bibliografia

    • 1. Hartvigsen J, Hancock MJ, Kongsted A, Louw Q, Ferreira ML, Genevay S, Hoy D, Karppinen J, Pransky G, Sieper J, Smeets RJ, Underwood M; Lancet Low Back Pain Series Working Group. What low back pain is and why we need to pay attention. Lancet. 2018 Jun 9;391(10137):2356-2367. doi: 10.1016/S0140-6736(18)30480-X. Epub 2018 Mar 21. PMID: 29573870.

    • 2. GBD 2021 Low Back Pain Collaborators. Global, regional, and national burden of low back pain, 1990-2020, its attributable risk factors, and projections to 2050: a systematic analysis of the Global Burden of Disease Study 2021. Lancet Rheumatol. 2023 May 22;5(6):e316-e329. doi: 10.1016/S2665-9913(23)00098-X. PMID: 37273833; PMCID: PMC10234592.

    • 3. Scott NA, Moga C, Harstall C. Managing low back pain in the primary care setting: the know-do gap. Pain Res Manag. 2010 Nov-Dec;15(6):392-400. doi: 10.1155/2010/252695. PMID: 21165374; PMCID: PMC3008665.

    • 4. Almeida M, Saragiotto B, Richards B, Maher CG. Primary care management of non-specific low back pain: key messages from recent clinical guidelines. Med J Aust. 2018 Apr 2;208(6):272-275. doi: 10.5694/mja17.01152. PMID: 29614943.

    • 5. Meucci RD, Fassa AG, Faria NM. Prevalence of chronic low back pain: systematic review. Rev Saude Publica. 2015;49:1. doi: 10.1590/S0034-8910.2015049005874. Epub 2015 Oct 20. PMID: 26487293; PMCID: PMC4603263.

    • 6. Bardin LD, King P, Maher CG. Diagnostic triage for low back pain: a practical approach for primary care. Med J Aust. 2017 Apr 3;206(6):268-273. doi: 10.5694/mja16.00828. PMID: 28359011.

    • 7. Mitchell, T. and Beales, D. and Slater, H. and O’Sullivan, P. 2017. Musculoskeletal Clinical Translation Framework: From Knowing to Doing.

    • 10. Hall AM, Aubrey-Bassler K, Thorne B, Maher CG. Do not routinely offer imaging for uncomplicated low back pain. BMJ. 2021 Feb 12;372:n291. doi: 10.1136/bmj.n291. PMID: 33579691; PMCID: PMC8023332.

    • 11. Sharma S, Traeger AC, Reed B, Hamilton M, O’Connor DA, Hoffmann TC, Bonner C, Buchbinder R, Maher CG. Clinician and patient beliefs about diagnostic imaging for low back pain: a systematic qualitative evidence synthesis. BMJ Open. 2020 Aug 23;10(8):e037820. doi: 10.1136/bmjopen-2020-037820. PMID: 32830105; PMCID: PMC7451538.

    • 12. Tonosu J, Oka H, Higashikawa A, Okazaki H, Tanaka S, Matsudaira K. The associations between magnetic resonance imaging findings and low back pain: A 10-year longitudinal analysis. PLoS One. 2017 Nov 15;12(11):e0188057. doi: 10.1371/journal.pone.0188057. PMID: 29141001; PMCID: PMC5687715.

    • 13. de Campos TF, da Silva TM, Maher CG, Pocovi NC, Hancock MJ. Prognosis of a new episode of low-back pain in a community inception cohort. Eur J Pain. 2023 May;27(5):602-610. doi: 10.1002/ejp.2083. Epub 2023 Feb 3. PMID: 36692107; PMCID: PMC10946505.

    • 14. Zhou T, Salman D, McGregor AH. Recent clinical practice guidelines for the management of low back pain: a global comparison. BMC Musculoskelet Disord. 2024 May 1;25(1):344. doi: 10.1186/s12891-024-07468-0. PMID: 38693474; PMCID: PMC11061926.

    • 15. Karlsson M, Bergenheim A, Larsson MEH, Nordeman L, van Tulder M, Bernhardsson S. Effects of exercise therapy in patients with acute low back pain: a systematic review of systematic reviews. Syst Rev. 2020 Aug 14;9(1):182. doi: 10.1186/s13643-020-01412-8. PMID: 32795336; PMCID: PMC7427286.

    • 16. Froud, R., Patterson, S., Eldridge, S. et al. A systematic review and meta-synthesis of the impact of low back pain on people’s lives. BMC Musculoskelet Disord 15, 50 (2014). doi:10.1186/1471-2474-15-50

    • 17. Lim YZ, Chou L, Au RT, Seneviwickrama KMD, Cicuttini FM, Briggs AM, Sullivan K, Urquhart DM, Wluka AE. People with low back pain want clear, consistent and personalised information on prognosis, treatment options and self-management strategies: a systematic review. J Physiother. 2019 Jul;65(3):124-135. doi: 10.1016/j.jphys.2019.05.010. Epub 2019 Jun 18. PMID: 31227280.

    • 18. Foster NE, Anema JR, Cherkin D, Chou R, Cohen SP, Gross DP, Ferreira PH, Fritz JM, Koes BW, Peul W, Turner JA, Maher CG; Lancet Low Back Pain Series Working Group. Prevention and treatment of low back pain: evidence, challenges, and promising directions. Lancet. 2018 Jun 9;391(10137):2368-2383. doi: 10.1016/S0140-6736(18)30489-6. Epub 2018 Mar 21. PMID: 29573872.

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