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To cut or not to cut? -Menischi, riabilitazione e chirurgia

fisioterapia-esericizio-stabilità

Sono delle strutture fibrocartilaginee che permettono di assorbire le forze compressive agenti sulle superfici ossee, sono un meccanismo secondario di stabilizzazione e garantiscono la fluidità di movimento delle nostre ginocchia favorendone la congruenza articolare (1).

A seguito della rimozione di uno di loro si osserva un rischio di 2,6 volte maggiore di sviluppare osteoartrosi del ginocchio operato rispetto al controlaterale, con un outcome peggiore alle scale di valutazione che indagano la funzionalità percepita e il livello di attività, come la Tegner Activity Level (1).

Ne abbiamo anche già parlato in un nostro post su instagram, si tratta dei menischi. 

E adesso vi starete chiedendo, ma se sono così importanti…perché rimuoverli?? Non sarebbe meglio ripararli?

Ma partiamo dall’inizio.

Anatomia funzionale e biomeccanica dei menischi

I menischi, interno ed esterno, sono strutture fibrocartilaginee, di forma semicircolare, collocati tra le superfici articolari di femore e tibia e ancorati a quest’ultima a livello delle loro estremità, i cosiddetti corni anteriore e posteriore dei menischi. La loro conformazione genera un alloggiamento concavo sul piatto tibiale che permette di accogliere la superficie convessa dell’estremità distale del femore.

Sono mantenuti nella loro sede da più legamenti e hanno dei punti di ancoraggio sulla capsula articolare e su tendini e fasce di alcuni muscoli di coscia e gamba. (2)

Essendo discretamente liberi di muoversi, oltre a ridurre le forze compressive che agiscono sul ginocchio, sono in grado di stabilizzarlo durante il movimento e favorirne il normale movimento. Inoltre lubrificano le superfici articolari e contribuiscono, assieme ad altre strutture articolari, a percepire la posizione del ginocchio nello spazio (propriocezione) (2).

Individuare e indagare le lesioni meniscali

anamnesi e test clinici condotti da un clinico con esperienza sono sovrapponibili come accuratezza alla risonanza magnetica

Le patologie meniscali possono essere divise in degenerative o traumatiche. Nel primo caso si parla propriamente di lesioni meniscali e si tratta di fenomeni lenti che coinvolgono principalmente persone di fasce di età più alte (>35 anni) (3). Nel secondo caso invece la terminologia corretta è quella di rottura meniscale e viene definita tale solo se i sintomi compaiono a seguito di un significativo trauma al ginocchio, diretto o indiretto, tale da poter danneggiare il menisco (4),

Se sottoposti a stress importanti, come durante una distorsione di ginocchio, i menischi possono rompersi e tali infortuni sono tra i più comuni. Nella popolazione mondiale hanno un’incidenza (vengono diagnosticati) di 60-70 casi per 100.000 persone nel mondo (5). Uno dei trattamenti chirurgici maggiormente intrapresi è la meniscectomia, totale o parziale, (6) nonostante in Italia si sia registrata una diminuzione di questo tipo di interventi nel corso del primo decennio degli anni 2000 (7) e non sia più considerato un intervento di prima linea (8).

Nel caso in cui si sospetti un interessamento delle strutture meniscali e sia presente anche dolore, impotenza funzionale, blocchi articolari e / o un trauma recente al ginocchio, sarà cura del clinico effettuare un’accurata anamnesi, indagare la storia della persona che ha di fronte ed effettuare alcune batterie di test clinici che potranno fornire ulteriori informazioni utili alla gestione della problematica, che sia un trattamento conservativo o chirurgico (9,10).

In particolare, anamnesi e test clinici condotti da un clinico con esperienza sono sovrapponibili come accuratezza alla risonanza magnetica, attuale gold standard non invasivo nell’individuare le lesioni e le rotture meniscali.

L’importanza dell’anamnesi, della sintomatologia e di una raccolta dati approfondita va ribadita in quanto nella popolazione asintomatica e senza pregressi traumi al ginocchio segni di patologia meniscale in risonanza magnetica si individuano in più della metà delle persone sopra i 50 anni (10).

Qualora si sospetti invece una lesione che potrebbe necessitare di intervento chirurgico, la collaborazione tra figure medico – sanitarie permetterà di effettuare il percorso valutativo più adatto, utilizzando anche metodiche di imaging diagnostico come la risonanza magnetica o l’artro tac.

Quando intervenire chirurgicamente in caso di patologia meniscale? 

Nel caso di lesioni da degenerazione meniscale la chirurgia non è l’intervento di prima linea. La prima strategia di intervento prevede invece un approccio conservativo che comprenda un percorso fisioterapico (3). 

In particolare, la presenza di dolore persistente senza sintomi meccanici, fattori prognostici negativi per l’intervento come osteoartrite, età avanzata, lesioni cartilaginee importanti, pregressa meniscectomia laterale e / o malallineamenti, sono elementi importanti da prendere in considerazione. Questo sia perché la causa del dolore non è detto sia la degenerazione meniscale, sia per i pochi vantaggi che la meniscectomia parziale dimostra rispetto ad un approccio conservativo (8,11). Dopo i 60 anni, in presenza di questi fattori di rischio, magari in combinazione tra loro, il chirurgo potrebbe deporre addirittura per la scelta di non proporre la meniscectomia parziale come intervento di seconda linea, ma di continuare con un approccio conservativo finché possibile (12).

In caso di dolore che persiste e presenza di sintomi meccanici, come blocchi articolari del ginocchio, le cose cambiano: se dopo almeno 3 mesi di trattamento non vi sono stati miglioramenti significativi del dolore e nella funzione allora, generalmente, viene proposto l’intervento chirurgico di meniscectomia parziale (3, 8).

Quando invece facciamo riferimento a rotture meniscali traumatiche il chirurgo baserà la scelta di riparare o non riparare:

  • sul tipo di rottura
  • sulla sua sede
  • sulla dimensione
  • sulla presenza di sintomi meccanici
  • sulla presenza di lesioni associate (es. lesione del crociato anteriore)
  • sulla presenza di altri fattori di rischio

La riparazione delle rotture meniscali è particolarmente raccomandata in concomitanza di lesioni del crociato anteriore, ma la prima alternativa alla riparazione è non intervenire sulla lesione lasciandola non trattata, piuttosto che procedere ad una meniscectomia parziale o totale (13).

I menischi si rovinano correndo? 

correre e svolgere attività fisica non solo non danneggia le ginocchia, ma potrebbe addirittura “proteggerle” dal passare del tempo!

Prima di parlare della riabilitazione apriamo una breve parentesi sull’attività fisica, in particolare la corsa. 

Avete mai sentito dire da qualcuno: “con tutto quel correre ti rovinerai le ginocchia?”. 

Beh, in maniera apparentemente controintuitiva è vero proprio il contrario!

E’ ormai assodato che correre e svolgere attività fisica non solo non danneggia le ginocchia, ma potrebbe addirittura “proteggerle” dal passare del tempo! (14)

La mole di produzione scientifica a sostegno della sicurezza della corsa e dell’esercizio fisico in generale, per la salute delle articolazioni, è veramente consistente e rassicurante per tutti i runner, o aspiranti tali, di qualsiasi età! (14,15,16)

Questo perché il nostro corpo reagisce agli stimoli adattandosi ad essi. Correre e sottoporre le nostre ginocchia ad un allenamento graduale e costante, garantendo i tempi necessari al recupero, farà sì che si mantenga la funzionalità delle strutture deputate ad assorbire le forze come menischi e cartilagini. (17)

Nel caso si volesse iniziare a correre o riprendere dopo un periodo di stop, può essere consigliato essere seguiti da un professionista (ad esempio un Fisioterapista o un laureato in Scienze Motorie) in grado di effettuare una valutazione dello stato di forma (abbiamo anche dato qualche consiglio in un nostro post!).

In questo modo sarà possibile proporre il percorso più adatto alla ripresa dell’attività sportiva in sicurezza.

Riabilitazione post lesione, riparazione o ricostruzione di menisco

La riabilitazione in presenza di patologia meniscale è sempre consigliata, in particolare a seguito di intervento chirurgico (18,19). 

Il percorso di riabilitazione, che idealmente potrebbe cominciare già prima dell’intervento con una valutazione fisioterapica e una fase di riabilitazione pre-chirurgica, dovrebbe procedere per fasi ed essere basato su criteri di progressione, non solo sulle tempistiche post intervento.

Fase precoce

Le tempistiche post intervento saranno molto utili in una fase precoce del percorso, per la protezione della sutura nel caso di alcuni tipi di riparazioni meniscali, o dell’impianto nel caso di ricostruzioni o trapianti meniscali. 

Le tempistiche solitamente riguardano:

  • la possibilità o meno di caricare il ginocchio: alcuni tipi di intervento chirurgico richiedono l’astensione dal carico o un carico parziale per alcune settimane dopo l’intervento
  • la necessità di utilizzare un tutore articolato: alcune riparazioni o la ricostruzione meniscale richiedono di limitare il range di movimento del ginocchio per alcune settimane dopo l’intervento.

Queste restrizioni sono volte a preservare l’intervento chirurgico e a ridurre il rischio di fallimento dello stesso, vanno quindi rispettate. 

Nel caso di meniscectomia invece non ci saranno restrizioni al carico che sarà completo già dal primo giorno post operatorio.

Qualunque sia il tipo di intervento eseguito, il monitoraggio post operatorio e il confronto con la figura dell’ortopedico saranno fondamentali qualora si colgano iniziali segni di complicanze post intervento. (18)

Nella prima fase di protezione il Fisioterapista educherà ell’eventuale utilizzo delle stampelle e del tutore, oltre a prescrivere un lavoro di rinforzo e mantenimento per le strutture non direttamente coinvolte dall’intervento chirurgico. In caso di meniscectomia potrebbe essere necessario utilizzare le stampelle fino a che non si sarà recuperato un corretto schema del passo, che potrebbe essere viziato da gonfiore, inibizione muscolare e dolore post operatorio. (18)

Fase intermedia

Si potrà passare alla fase intermedia quando le tempistiche di protezione lo consentiranno, l’articolarità passiva sarà recuperata, non sarà più presente gonfiore e ci sarà un buon controllo e reclutamento del quadricipite. Questa procederà con esercizi di mobilità, rinforzo e controllo neuromotorio fino al raggiungimento della completa articolarità attiva e in carico e allo svolgimento di attività che si baseranno sulle richieste funzionali della persona. Per gli sportivi e le sportive si punterà ad ottenere livelli di forza sufficienti al ritorno al salto e alla corsa, oltre ad allenare queste specifiche abilità e alcuni gesti propri dell’attività praticata. Per la persona che non svolge attività sportiva, verranno invece concordati obiettivi più contenuti, basati sulle aspettative personali, ma ricercando possibilmente uno stile di vita sano e attivo. (18,19)

Fase finale

In quest’ultimo caso la fase intermedia e la fase finale potrebbero quasi coincidere, mentre nel caso dello sportivo ci sarà un percorso di ritorno allo sport, al gioco e infine alla performance. 

Esercitazioni specifiche per lo sport svolte in palestra e in campo avranno l’obiettivo di sfruttare il tempo post chirurgia per tornare in campo più in forma di prima. In questa fase il rapporto e il confronto con la figura del preparatore atletico, quando presente, sarà un tassello importante per tornare allo sport in sicurezza. (18,19)

Se ti abbiamo incuriosito e pensi di avere bisogno di un percorso di riabilitazione o prevenzione per il tuo sport chiamaci per una prima valutazione. Ci trovi a Udine in via Pordenone, 58.

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Take home messages:

  • I menischi sono importanti strutture di ammortizzamento e che garantiscono il corretto funzionamento dell’articolazione del ginocchio
  • L’imaging per le lesioni meniscali spesso non è necessario
  • Le lesioni meniscali che necessitano di chirurgia sono la minoranza
  • La corsa e l’attività fisica non rovinano i menischi
  • La riabilitazione passa attraverso il rispetto dei tempi biologici (soprattutto in caso di intervento) e attraverso esercizi e stile di vita (in ogni caso)

Bibliografia

  1. Zaffagnini et al. (2019)The biomechanical role of meniscal allograft transplantation and preliminary in-vivo kinematic evaluation Journal of Experimental Orthopaedics 6:27 https://doi.org/10.1186/s40634-019-0196-2
  2. Neumana AD, Kinesiology of the Musculoskeletal System: Foundations for Rehabilitation, St. Louis: Elsevier, 2010 
  3. ​​Beaufils, Ph et al. “Surgical management of degenerative meniscus lesions: the 2016 ESSKA meniscus consensus.” Knee surgery, sports traumatology, arthroscopy : official journal of the ESSKA vol. 25,2 (2017): 335-346. doi:10.1007/s00167-016-4407-4
  4. Kopf, Sebastian et al. “Management of traumatic meniscus tears: the 2019 ESSKA meniscus consensus.” Knee surgery, sports traumatology, arthroscopy : official journal of the ESSKA vol. 28,4 (2020): 1177-1194. doi:10.1007/s00167-020-05847-3
  5. Beals CT, Magnussen RA, Graham WC, Flanigan DC (2016) The prevalence of meniscal pathology in asymptomatic athletes. Sports Med Auckl NZ 46: 1517–1524. https://doi.org/10.1007/s40279-016-0540-y
  6. Jacquet C, Pujol N, Pauly V, Beaufils P, Ollivier M (2019) Analysis of the trends in arthroscopic meniscectomy and meniscus repair procedures in France from 2005 to 2017. Orthop Traumatol Surg Res OTSR. https://doi.org/10.1016/j.otsr. 2019.01.024
  7. Longo UG, (2025) Halving of the meniscectomy rate and their costs in Italy: A 15-years period analysis. Knee Surg Sports Traumatol Arthrosc, Feb;33(2):534-543. doi: 10.1002/ksa.12407. Epub 2024 Aug 7. PMID: 39109539; PMCID: PMC11792108
  8. Seil, Romain et al. “Editorial Commentary: Surgical Management of Degenerative Meniscus Lesions Is a Second- But Not a First-Line Treatment.” Arthroscopy : the journal of arthroscopic & related surgery : official publication of the Arthroscopy Association of North America and the International Arthroscopy Associationvol. 37,5 (2021): 1554-1556. doi:10.1016/j.arthro.2021.02.035
  9. Brady, M. P., & Weiss, W. (2015). Clinical Assessment Versus MRI Diagnosis of Meniscus Tears. Journal of Sport Rehabilitation, 24(4), 423-427. Retrieved Aug 4, 2025, from https://doi.org/10.1123/jsr.2014-0182
  10. Englund M, Guermazi A, Gale D, Hunter DJ, Aliabadi P, Clancy M, Felson DT. Incidental meniscal findings on knee MRI in middle-aged and elderly persons. N Engl J Med. 2008 Sep 11;359(11):1108-15. doi: 10.1056/NEJMoa0800777. PMID: 18784100; PMCID: PMC2897006.
  11. Van de Graaf VA, Noorduyn JCA, Willigenburg NW, et al. Effect of Early Surgery vs Physical Therapy on Knee Function Among Patients With Nonobstructive Meniscal Tears: The ESCAPE Randomized Clinical Trial. JAMA. 2018;320(13):1328–1337. doi:10.1001/jama.2018.13308
  12. Aprato, Alessandro et al. “Outcomes at 20 Years After Meniscectomy in Patients Aged 50 to 70 Years.” Arthroscopy : the journal of arthroscopic & related surgery : official publication of the Arthroscopy Association of North America and the International Arthroscopy Association vol. 37,5 (2021): 1547-1553. doi:10.1016/j.arthro.2020.11.053
  13. Beaufils, P, and N Pujol. “Management of traumatic meniscal tear and degenerative meniscal lesions. Save the meniscus.” Orthopaedics & traumatology, surgery & research : OTSR vol. 103,8S (2017): S237-S244. doi:10.1016/j.otsr.2017.08.003
  14. Dhillon, Jaydeep et al. “Effects of Running on the Development of Knee Osteoarthritis: An Updated Systematic Review at Short-Term Follow-up.” Orthopaedic journal of sports medicine vol. 11,3 23259671231152900. 1 Mar. 2023, doi:10.1177/23259671231152900
  15. Khan, Michaela C M et al. “The Influence of Running on Lower Limb Cartilage: A Systematic Review and Meta-analysis.” Sports medicine (Auckland, N.Z.) vol. 52,1 (2022): 55-74. doi:10.1007/s40279-021-01533-7
  16. Coburn, S L et al. “Is running good or bad for your knees? A systematic review and meta-analysis of cartilage morphology and composition changes in the tibiofemoral and patellofemoral joints.” Osteoarthritis and cartilage vol. 31,2 (2023): 144-157. doi:10.1016/j.joca.2022.09.013
  17. Warden SJ, Thompson WR. Become one with the force: optimising mechanotherapy through an understanding of mechanobiology. Br J Sports Med. 2017 Jul;51(13):989-990. doi: 10.1136/bjsports-2017-097634. PMID: 28646107; PMCID: PMC5546094.
  18. Pujol, Nicolas et al. “The formal EU-US Meniscus Rehabilitation 2024 Consensus: An ESSKA-AOSSM-AASPT initiative. Part I-Rehabilitation management after meniscus surgery (meniscectomy, repair and reconstruction).” Knee surgery, sports traumatology, arthroscopy : official journal of the ESSKA vol. 33,8 (2025): 3002-3013. doi:10.1002/ksa.12674
  19. Prill, Robert et al. “The formal EU-US Meniscus Rehabilitation 2024 Consensus: An ESSKA-AOSSM-AASPT initiative. Part II-Prevention, non-operative treatment and return to sport.” Knee surgery, sports traumatology, arthroscopy : official journal of the ESSKA vol. 33,8 (2025): 3014-3024. doi:10.1002/ksa.12689

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